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L’orto bio è fashion: i vip che sono diventati coltivatori

L’orto bio è fashion: dai divi di Hollywood sino ai reali, alla scoperta di sapori perduti e coltivazioni.

L’orto bio è fashion ed è amatissimo dai personaggi famosi che negli ultimi anni hanno riscoperto il piacere di gustare verdure biologiche e dal sapore unico. Elemento imprescindibile per i ristoranti di alta qualità e che puntano sempre di più al concetto di farm to table, l’orto oggi è divenuto una vera e propria moda. Una tendenza salutare, capace di portare a tavola cibi con caratteristiche organolettiche straordinarie.
L’autoproduzione delle materie prime d’altronde è una garanzia di qualità, soprattutto in un periodo storico in cui la filiera produttiva e la qualità di ciò che mangiamo (ma anche il modo in cui viene coltivato) ha assunto un valore fondamentale. A lanciare la moda dell’orto bio è stata per prima la Regina Elisabetta, una fautrice del mangiare sano e convinta sostenitrice dell’orto. La Sovrana però non è l’unica, accanto a lei ci sono tanti vip di Hollywood, politici e top model come l’americana Christie Brinkley.

I cibi tipici e le ricette della Alta Marca trevigiana: fra sapori e profumi unici

Formaggi e salumi serviti con ottimo prosecco, lo spiedo, i germogli e i funghi: un viaggio straordinario attraverso le ricette, i prodotti e i piatti dell’Alta Marca trevigiana.

Teatro di grandi avvenimenti storici e luogo dai paesaggi mozzafiato, l’Alta Marca trevigiana è un luogo incantevole, ricco di bellezze e di magia. Qui nascono piccoli e grandi capolavori culinari, con prodotti tipici che accarezzano l’anima oltre che il palato e prodotti enogastronomici unici al mondo.

Funghi, castagne, germogli ed erbe spontanee: la bellezza della Natura

In autunno, accompagnate da un buon bicchiere di vino o di prosecco, si possono assaporare le castagne, ma soprattutto i marroni: grandi, pregiati e dal gusto intenso. Nella stessa stagione questa terra florida regala i funghi, diffusi maggiormente nelle zone pedemontane. In queste aree dell’Alta Marca trevigiana si possono trovare i brisot, dei porcini con un sapore squisito, da servire crudi e affettati oppure fritti, in umido o trifolati. L’ideale per condire un primo a base di riso o pasta. Da provare anche i ciodet, dei funghi che devono il loro curioso nome alla somiglianza con una capocchietta di chiodo.

Da queste terre verdi e ricche di storia è partita una rivoluzione o, per meglio dire, un “ritorno alle origini”, grazie al foraging, la pratica di raccogliere e utilizzare per le proprie ricette le erbe spontanee. Un’attività che ha conquistato gli chef stellati e i ristoranti di tutto il mondo. Si tratta di una tradizione antichissima dell’Alta Marca trevigiana, tramandata dal Medioevo. Risalente al periodo del Monachesimo, oggi l’uso di portare in cucina le erbe, trovate nel sottobosco o nei prati, è molto diffuso. La cucina locale, non a caso, propone piatti che prevedono rosoline, Dente di Leone o radicio de camp. Ingredienti semplici, ma dal sapore unico, per preparare minestre, frittate, pasticci e zuppe.

Non solo erbe spontanee, altresì i germogli fanno parte della tradizione dell’Alta Marca trevigiana. Hanno l’aspetto di giovani asparagi e vengono utilizzati nella cucina popolare. I più famosi e ricercati sono i buscandoi, dei teneri germogli di Luppolo dal gusto amaro e aromatico, che si possono raccogliere lungo le siepi o in collina. Da provare pure i rustegot, dei germogli primaverili del pungitopo oppure la sparasina, la Spirca dei boschi denominata Barba di capra.

Foraging, la cucina con le erbe spontanee che ha rivoluzionato i ristoranti

Si chiama foraging la pratica di raccogliere erbe spontanee per creare piatti autentici che hanno rivoluzionato il mondo dei ristoranti.

Raccogliere erbe spontanee nei campi e nei boschi per portarle nelle cucine dei ristoranti e realizzare piatti straordinari. Il foraging, nuova tendenza nella ristorazione, ci riporta alle origini, verso le usanze delle nostre nonne che in campagna passeggiavano alla ricerca di tarassaco per l’insalata e cicoria selvatica.

Se negli anni queste erbe dal sapore autentico sono state etichettate come “erbacce”, nell’ultimo periodo una rivoluzione culinaria punta a riscoprire consistenze e aromi delle piante che crescono spontanee e che possono regalarci qualcosa di unico. Un progetto partito, quasi per caso, dal Noma di Copenhagen dove lo chef René Redzepi, armato di stivali di gomma e maglione, ha iniziato a raccogliere le erbe del sottobosco per creare piatti stellati. Il risultato sono creazioni genuine, che ci riportano alle origini, in grado di regalare a questo coraggioso chef la vetta nella classifica della prestigiosa 50 Best Restaurants.

Cos’è il foraging

Cos’è il foraging? Si tratta di una pratica antichissima che, come anticipato, era cara alle nostre nonne. Con questo termine si indica l’attività di raccogliere, nei prati o nei boschi, il cibo che cresce spontaneo senza danneggiare in alcun modo la Natura. Le erbe si possono trovare nei prati o nei campi, nelle foreste o nei boschi di montagna, sugli argini dei fiumi, in prossimità di laghi o lagune. Accanto alle erbe c’è un mondo variegato, fatto di profumi e sapori che abbiamo dimenticato. Il foraging prevede infatti la raccolta di foglie, radici, frutti, bacche, muschi, licheni, cortecce, alghe e piante acquatiche. Una vera e propria meraviglia naturale che attende solo di essere scoperta e apprezzata.

Panettone Nature La Vigna di Sarah

Vi scriviamo oggi parlandovi di un nuovo prodotto che abbiamo ideato con la Vigna di Sarah per il periodo natalizio sempre con il nostro Focus nel mondo del biologico e del naturale. Abbiamo prodotto in sinergia con un’azienda Artigiana un panettone con il 95% di ingredienti biologici. Chiaramente il prodotto principe è il prosecco Bio vigna di Sarah con cui abbiamo bagnato l’uvetta che compone questo panettone nature. È nato così un prodotto dalla digeribilità molto alta ma al contempo molto gustoso e che veramente si fa mangiare un morso dopo l altro! Ci piace pensare sempre a cibi buoni e naturali, così anche il panettone con ingredienti certificati Bio e la sua scatola artigianale rispecchia la nostra voglia di genuinità e di creatività.

La scatola infatti è interamente realizzata a mano, con la ceralacca messa ed applicata per fissare il cartellino degli ingredienti del nostro Panettone Nature, Ci piace che tutte le fasi di realizzazione dei nostri prodotti siano veramente artigianali e curate. Lo potete trovare nei nostri Social,  una bellissima idea da regalare a tutti i vostri amici, parenti o…congiunti :). 

Biologico e biodinamico, un investimento sul nostro futuro

L’uomo si unisce alla natura ascoltandone le necessità per trarne benefici grazie ad un sistema agricolo biologico e biodinamico.

Credere fortemente nel poter migliorare la condizione attuale del territorio vuol dire investire in strutture d’accoglienza, ma anche e soprattutto rispettare la stessa terra che le ospita. Questa è una delle filosofie portanti de La Vigna di Sarah, del modus operandi che distingue la nostra azienda. Biologico. Biodinamico. Ripetiamolo: biologico e biodinamico. Due facce della stessa medaglia, od anche uno scalino dietro l’altro in quella che è la faticosa salita che serve a ridare lustro alle terre che è sempre più facile sfruttare per il profitto. Camminare lungo i vigneti o in un sentiero di campagna in questo periodo è sintomatico di quello che ci circonda e di come è trattato. Fateci caso: avete visto farfalline dai colori più svariati volare da un filo d’erba ad un cespuglio? Avete sentito cicale starnazzare, sì, perché sono peggio delle oche a volte, finché il sole le scalda? O più semplicemente, quando le luci del sole si abbassano, il cielo inizia a colorarsi di blu e l’umidità cala sulle nostre spalle scoperte, avete più scorto tra i rovi e l’erba un po’ alta qualche lucciola? Apriamo gli occhi e alziamo il naso al cielo guardando ciò che vola, striscia o saltella intorno a noi.