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Foraging, la cucina con le erbe spontanee che ha rivoluzionato i ristoranti

Si chiama foraging la pratica di raccogliere erbe spontanee per creare piatti autentici che hanno rivoluzionato il mondo dei ristoranti.

Raccogliere erbe spontanee nei campi e nei boschi per portarle nelle cucine dei ristoranti e realizzare piatti straordinari. Il foraging, nuova tendenza nella ristorazione, ci riporta alle origini, verso le usanze delle nostre nonne che in campagna passeggiavano alla ricerca di tarassaco per l’insalata e cicoria selvatica.

Se negli anni queste erbe dal sapore autentico sono state etichettate come “erbacce”, nell’ultimo periodo una rivoluzione culinaria punta a riscoprire consistenze e aromi delle piante che crescono spontanee e che possono regalarci qualcosa di unico. Un progetto partito, quasi per caso, dal Noma di Copenhagen dove lo chef René Redzepi, armato di stivali di gomma e maglione, ha iniziato a raccogliere le erbe del sottobosco per creare piatti stellati. Il risultato sono creazioni genuine, che ci riportano alle origini, in grado di regalare a questo coraggioso chef la vetta nella classifica della prestigiosa 50 Best Restaurants.

Cos’è il foraging

Cos’è il foraging? Si tratta di una pratica antichissima che, come anticipato, era cara alle nostre nonne. Con questo termine si indica l’attività di raccogliere, nei prati o nei boschi, il cibo che cresce spontaneo senza danneggiare in alcun modo la Natura. Le erbe si possono trovare nei prati o nei campi, nelle foreste o nei boschi di montagna, sugli argini dei fiumi, in prossimità di laghi o lagune. Accanto alle erbe c’è un mondo variegato, fatto di profumi e sapori che abbiamo dimenticato. Il foraging prevede infatti la raccolta di foglie, radici, frutti, bacche, muschi, licheni, cortecce, alghe e piante acquatiche. Una vera e propria meraviglia naturale che attende solo di essere scoperta e apprezzata.

Quale esperienza migliore della scoperta del territorio Unesco delle colline del Conegliano Valdobbiadene?

A La Vigna di Sarah le esperienze da vivere nel territorio Unesco del Conegliano Valdobbiadene vi conducono tra natura, storia e attività legate alle colline del Prosecco DOCG, spesso rimaste sospese nel tempo. Essere immersi nella realtà quotidiana che ci circonda sarà piacevole e coinvolgente come bere uno dei nostri calici.

Parlare di esperienze da vivere nel territorio Unesco del Conegliano Valdobbiadene è entrare nell’intimità di queste colline che racchiudono lunghe tradizioni tra i boschi rimasti intatti, la Pedemontana che le protegge ed il Piave che le accarezza. La vita qui è ancorata allo scandire del tempo dettato dalla natura e dalle necessità delle vigne. L’area del Prosecco DOCG è conosciuta per lo spumante che si produce, ma nasconde tra le increspature dei colli storie e cultura antiche che ancora oggi influenzano la nostra vita. A La Vigna di Sarah abbiamo deciso di proporre alcune esperienze che vi calino nella realtà che ci circonda, rendendovi protagonisti.

Il modo migliore per raccontarvele, e che per noi è naturale, è di farlo di fronte ad un calice del nostro Conegliano Valdobbiadene Prosecco, proprio come in una delle degustazioni de La Vigna di Sarah.

Iniziamo quindi dal Grappoli di Luna, il nostro spumante che nasce dalla vendemmia notturna e che ha un bouquet delicato e coinvolgente, che sale elegante al naso e trova un’armonia coinvolgente al palato, proprio come succede nella passeggiata sulla Pedementona che proponiamo. Le Prealpi che circondano Vittorio Veneto sono l’ambientazione di questa camminata che durerà all’incirca tre ore, in cui la salita vi porterà a vedere le colline da un punto di vista elevato, da cui comprenderete la magnificenza del territorio che state visitando, fatto di un’armonia di monti, colline, pianura e laguna. La fatica sarà premiata dalla vista che si aprirà fino al mare, dove nelle giornate più limpide si potrà scorgere Venezia.

Forest Bathing: il bosco che riattiva i sensi e riduce lo stress

Vivere il forest bathing è regalarsi un momento in cui tutti i sensi si riattivano armoniosamente con la natura. La dimensione onirica di una camminata nel bosco porta la mente altrove, riducendone lo stress quotidiano.

Quando si vive il forest bathing si entra in una dimensione parallela, in cui la quotidianità fatta di luci accecanti, suoni densi, cemento e fretta è rinchiusa in una bolla e lasciata sospesa ai margini del bosco. Il forest bathing ti avvicina alle ombre dei grandi alberi e ti porta a varcare una sorta di porta che conduce altrove, dove la natura è custode del tuo percorso. Ed il primo passo sul manto di foglie ti rapisce inesorabilmente.

Tieni gli occhi fissi per terra, perché non ti sembra vero che miliardi di foglie possano crepitare una sopra l’altra dandoti la sensazione di camminare su un tappeto dove molleggiare; il muschio, timido, decide di esplodere in un verde accecante sulla base dei tronchi. Il tuo sguardo si alza, per essere confuso dal ripetersi infinito di tronchi che si allineano gli uni agli altri, dando la sensazione di guardare lo schermo della tv quando da piccolo la pioggia interrompeva le trasmissioni. Continua a salire verso le fronde, da cui trapelano origami di luce e lì intravvedi i rami, ormai nudi, con le foglie arrossite dal pudore di uno sguardo rubato che, coccolate dal vento, si lasciano cadere sul letto di terra per diventare, in un atto quasi carnale, un tutt’uno con la foresta. I tuoi pensieri lentamente si appoggiano su di loro, diventando dei piccoli funghi che segnano il tuo passaggio. Ti fermi, la salita si fa sentire, come il battito del tuo cuore, unico rumore che percepisci. I tuoi sensi sono completamente assorbiti da quello che ti circonda. Socchiudi gli occhi per respirare a fondo e scopri le orme di un cervo, ti pare di scorgerlo dietro ai tronchi; un fruscio ti desta ed il tuo respiro caldo sembra prendere forma contro il tuo viso, spinto dall’umidità che sale sempre più vistosa da terra. Il profumo del sottobosco diventa una coperta che ti avvolge.